Riflessioni

Attimi

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“«Cogli l’attimo, cogli la rosa quand’è il momento»”. Perché il poeta usa questi versi? Perché siamo cibo per i vermi, ragazzi. Perché, strano a dirsi, ognuno di noi in questa stanza un giorno smetterà di respirare, diventerà freddo e morirà.”
L’attimo fuggente

A volte è proprio questione di un attimo.
Una svolta sbagliata, una scelta presa con superficialità, una parola giusta ma detta al momento sbagliato, un piede che spinge sull’acceleratore. Tutto può cambiarti la vita, anche solo in una minuscola frazione di tempo.
Si dice che tutto ciò che fai o che hai fatto nel tuo passato influenzerà in negativo o in positivo il tuo futuro. Ma chi dice questo spesso dimentica anche di dire che le cose che hai costruito nel tuo passato possono essere rovinate in un attimo dal tuo presente.
Basta solo un attimo.
Un attimo e la tua vita viene cancellata dalla faccia della terra.
Un attimo e tutto ciò che ti rappresentava (carattere, personalità, gesti) abbandona per sempre il corpo materiale e, con esso, tutto ciò che lo circondava: famiglia, amici, colleghi, luoghi.
In un attimo una serata divertente può trasformarsi in una tragedia.
Sono momenti incredibilmente intensi. In una frazione di secondo arriva quella chiamata che non ti saresti mai aspettato e ti piombano addosso mille emozioni, ricordi, gioie, dolori che hai condiviso con quella giovane vita.
Eppure le tragedie avvengono tutti i giorni in mille modi diversi, e in mille luoghi diversi della terra. Ma non penseresti mai che possa succedere a qualcuno che conosci, a qualcuno con cui hai condiviso una parte del tuo passato.
Che poi la vita sottratta sia giovane è un’aggiunta all’ulteriore dramma a cui sei costretto a partecipare.
E così mille pensieri iniziano ad affollarti la mente, mille paure, mille dubbi. Ne cito così alcuni, tipo: “Poteva e potrebbe succedere a me”; “Non è giusto che sia andata a finire così”, e poi c’è l’ultimo pensiero, il più terrificante: “Si vede che era destino”.
Il destino. Quello spaventoso concetto che toglie il dominio agli uomini sulle loro vite, per decidere lui stesso cosa farne.
Pensare che ogni cosa che farai nella tua vita possa essere solo in parte controllata da te, perchè, spesso, sembra proprio che non possa essere tu e decidere del tuo futuro.
Ma la giovinezza spesso se ne frega di questo concetto chiamato destino: la giovinezza è portatrice sana di spensieratezza, di follie fatte sul momento, di attimi fuggenti che devono essere a tutti i costi catturati.
La giovinezza, che è così tanto invidiata da coloro che giovani non lo sono più, porta con sè il costante pensiero di essere invincibile.
Credi che ogni sbaglio non conti perchè sarà sempre perdonato nel tempo. Ma questo concetto di “tempo” è fasullo nel momento stesso in cui ti rendi conto che non sempre possiamo avere il controllo di tutte le ore, minuti e secondi che passiamo su questa terra.
Vedendo da vicino tragedie come questa, in cui una tua coetanea perde così facilmente la vita, ti soffermi seriamente a riflettere.
Ti ritrovi così ad affidarti ai ricordi di un’infanzia condivisa insieme, tra la scuola materna, elementare e media, dove apprendere qualcosa di nuovo era facile, dove le giornate erano piene di scoperte e le ore trascorrevano felici, senza preoccupazioni, e noi eravamo del tutto ignare di ciò che il destino ci avrebbe riservato.
É da queste tragedie che capisci veramente quanto ogni persona sia unica ed insostituibile ed ogni attimo sia prezioso e debba esserlo.
In ricordo a ciò che è successo quel sabato notte su quella strada maledetta, complice di così tante vite spezzate, concludo affidandomi alle parole di un artista di fama, Francesco Guccini:

“Non lo sapevi che c’era la morte,
quando si è giovani è strano
poter pensare che la nostra sorte
venga e ci prenda per mano.
Non lo sapevi ma cosa hai pensato
quando la strada è impazzita
quando la macchina è uscita di lato
e sopra un’altra è finita.
Non lo sapevi ma cosa hai sentito
quando lo schianto ti ha uccisa
quando anche il cielo di sopra è crollato
quando la vita è fuggita. “

Martina Vaggi

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