Riflessioni

Maschere e (pre)giudizi

maschere

Oggi la gente ti giudica
Per quale immagine hai
Vede soltanto le maschere
Non sa nemmeno chi sei
Devi mostrarti invincibile
Collezionare trofei
Ma quando piangi in silenzio
scopri davvero chi sei

Esseri Umani – Marco Mengoni

Raramente mi sono ritrovata a pensare al passato con nostalgia.
La nostalgia può colpirmi solo quando penso al fisico più snello di un tempo, o alla spensieratezza di quegli anni trascorsi sui banchi di scuola, dove una verifica di Matematica era l’unica preoccupazione che mi affliggeva.
Ma se si tratta di guardare chi sono ora e a chi ero un tempo, mi ritrovo a pensare con stupore a quanto sia possibile cambiare quelle parti di se stessi che sembrava impossibile modificare .
La personalità è una questione seria e non di poco conto: si dice, infatti, che il carattere non lo si possa cambiare e che ogni persona sia destinata a rimanere sempre la stessa negli anni a venire. Ma le persone sono solite dire non poche falsità, soprattutto quando hanno fallito in qualcosa e vogliono farti credere che anche tu andrai incontro ad un destino simile al loro.
Io credo che le persone possano cambiare, e il vero cambiamento non deriva solo dalle esperienze negative che ognuno di noi è destinato ad incontrare sulla propria strada: il cambiamento, quello vero, avviene solo se siamo noi a volerlo.
Ma è fin troppo facile osservare come le persone siano molto propense al giudizio nei confronti altrui: il che, di fatto, non è un male. Giudicare, in fondo, è un qualcosa che facciamo tutti, senza distinzioni, e a volte questi giudizi, se costruttivi, possono anche tornare utili.
Ma cosa dire, invece, dei pregiudizi?
Cosa succede quando le persone decidono di giudicarti non per come sei, ma per come appari?
Cosa che, ovviamente, molti sono soliti fare… sempre.
Ci sono cose che nessuno ti insegna, ma che impari tu col passare del tempo quando inizi a prendere sempre più coscienza di te stessa. Una di queste è che per poter dire di conoscere davvero una persona non occorrono mesi, ma parecchi anni: anni trascorsi a frequentare quella persona negli ambienti più disparati, nella gioia e nel dolore, in salute e in malattia… (era questa la formula, giusto?). Di conseguenza, se una persona non ha trascorso abbastanza tempo con la persona che sei (e non quella che vuoi mostrare), come può pensare che le cose che dirà sul tuo conto saranno vere?
Con il tempo sono arrivata a pensare a quanto i giudizi di persone estranee che non ti conoscono non debbano toccarti in quanto non possono che essere falsi.
La conferma l’ho avuta fino a poco tempo fa, quando ero troppo impegnata a fare in modo di piacere a tutte quelle persone alle quali non piacevo senza rendermi conto che l’unica che stavo scontentando realmente era me stessa.
Non serve a nulla impegnarsi nel fare cambiare idea a persone che credono di sapere tutto sul tuo conto. Il mondo è una giungla, una caverna primitiva dove le persone giudicheranno sempre tutto: dai vestiti che indossi per coprirti (senza rendersi conto che sono simili ai loro), dal fisico che hai (ma il corpo è destinato, per natura, a mutare nel tempo), e per finire, criticheranno anche il tuo modo di comportarti.
La realtà si può rivelare non molto facile, inoltre, per tutte quelle persone che conservano ancora in sé un briciolo di onestà e di autocoscienza.
La verità è che siamo tutti molto influenzabili ai giudizi altrui fino a quando non incominciamo ad apprezzare veramente noi stessi.
E quando raggiungi quel livello che ti consente di sentirti a tuo agio con te stessa, come la prima volta che hai scoperto di voler essere quel tipo di persona, e nessun’altra al mondo, scoprirai che i giudizi altrui non sono davvero un tuo problema. Scoprirai anche di come il potere di far sì che questi ti sfiorino risieda nelle tue mani, in quanto sei tu ad avere il dovere di decidere a quali giudizi (e a quali persone) poter dare un’importanza.
Se davvero devi rendere conto a qualcuno, guardati attorno ai rapporti che sei riuscita a costruire: guarda chi è davvero rimasto dopo aver visto alla luce del sole i tuoi lati oscuri, perché sono loro le persone che più di tutte meritano le tue spiegazioni.

E per affrontare il mondo esterno, invece, ho scoperto quanto certe maschere possono tornare molto utili: quelle maschere che ognuno di noi indossa per non farsi vedere per come realmente è. Quelle che tutti usiamo per nascondere le nostre fragilità, per sentirci sempre forti, per proteggerti dalla cattiveria senza limite delle persone: quelle sono in grado di permetterti di essere chiunque tu voglia sembrare.
Alla fine, l’importante è essere davvero sé stessi con chi dimostra la sua volontà di scoprire che persona tu sia: e mi riferisco a quelle fantastiche persone che tutti i giorni hanno il coraggio di togliere quella maschera da dura che indossi per vedere se sotto c’è davvero un viso intenerito dall’innocenza dei tuoi anni.
Ma, nel dubbio, le maschere sono in grado di nascondere la tua parte migliore al mondo esterno, per evitare che questo la riduca in pezzi.
Alcuni amano indossare quella dell’eterna gentilezza (e amano essere sempre gentili, anche solo per educazione o ipocrisia), altri preferiscono una maschera più dura, crudele (che nasconda il loro lato estremamente sensibile) e così via. A volte ne indossi alcune per così tanto tempo da riuscire a cambiare certi lati del tuo carattere (e non sempre è un male).
Per esempio, indossare la maschera di quella che ride sempre non mi dispiace, anche a costo di sembrare frivola.
Si, direi che quella è decisamente la mia maschera preferita.

Ma che splendore che sei
Con la tua fragilità
E ti ricordo che non siamo soli
a combattere questa realtà!

Martina Vaggi

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