Riflessioni

La ricerca della serenità

 

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C’è un’enorme quantità di amore in questa stanza”, questo il commento di Carrie Bradshaw, quando nel film Sex & The City si ritrova seduta a cena con Miranda in un ristorante interamente addobbato a San Valentino con cuoricini e coriandoli rosa.
Nella ricorrenza di San Valentino di quest’anno mi ero ripromessa di non scrivere nulla perché sapevo che, agli occhi spensierati di qualche innamorata di turno, sarebbe risultato il solito commento cinico sull’amore ad opera di una giovane zitella.
Ma, almeno nella giornata di oggi, quella dedicata ai single, non ho voluto auto-censurarmi.
E dunque… parlerò anche io d’amore? No.
O meglio, non direttamente.
Della ricerca dell’amore io so per certo due cose: che esiste e che ognuno di noi (per quanto sia riluttante ad ammetterlo), continuerà a cercarlo per il resto dei suoi giorni, per arrivare a sentirsi completo e sereno.
Dell’amore io so che è un sentimento molto bello nel quale è giusto crederci: ciò in cui non credo più molto da parecchio tempo, purtroppo, sono le persone.
Quell’intricato agglomerato di corpo, mente e istinti primordiali che muovono i loro passi attorno a tutti noi: per quanto mi riguarda, le persone possono essere lo spettacolo più bello da vedere e da vivere… o il peggiore.
Ma in questo circolo di continua ricerca dell’anima gemella io mi ritrovo sempre di più a cercare me stessa: ogni giorno ricerco e trovo i miei limiti e, in quelli, la voglia sempre più prepotente di superarli.
Ricercare la propria serenità per me significa ricercare i propri obbiettivi, ossia trovare quei motivi che ti spingono a mettere i piedi fuori dal letto la mattina: quelle aspirazioni, quei traguardi che ti permettono di guardarti allo specchio e pensare di essere fiera di quella persona che ti restituisce lo sguardo.
Credo di aver finalmente capito che senza un’adeguata serenità interiore non è possibile stabilire un rapporto con un’altra persona che non sia te stessa, ed è su questo che ognuno di noi dovrebbe puntare: sulla ricerca della propria serenità.
Ogni giorno affrontiamo questa vita lasciati soli a noi stessi, con le nostre preoccupazioni, obbiettivi, gioie e dolori: e quindi quale proposito sarebbe più valido se non quello di capire prima di tutto chi siamo e cosa vogliamo noi davvero?
Per quanto sia egoistico da pensare e da affermare, se la vita è una e siamo noi a vivere la nostra, non è meglio prima pensare a se stessi e a raggiungere i propri obbiettivi?
E saranno anche concetti banali e già risentiti mille volte, ma questo li rende forse meno veritieri?

Per quanto riguarda le persone, invece… Come ho detto prima, alcune di loro potrebbero essere lo spettacolo migliore da vedere e da vivere.
La mia fortuna è stata quella di avere delle persone splendide già nella mia famiglia, e di averne trovate molte anche al di fuori: e nessuna ricerca personale della serenità è completa senza la presenza di qualche persona fantastica nella propria vita.
Credo nell’esistenza delle anime gemelle: e ci credo perché io sono stata così fortunata da averne trovate almeno sette.

Martina Vaggi

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