Riflessioni

50 sfumature di nero: l’uomo ha sostituito le pinze per capezzoli con le pinze per le sopracciglia

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Ieri sono andata al cinema a vedere 50 sfumature di Nero e la situazione è stata più o meno questa: sala gremita di persone (soprattutto donne) e risate imbarazzanti (e imbarazzate) per tutta la durata del film. Sì, perché ad essere imbarazzanti non sono state solo le risate del pubblico femminile, ma queste carrellate di sequenze senza senso del film, tenute insieme solo da un’esile e (a volte) anche inesistente trama. E i dialoghi inesistenti. E il procedere a rallentatore della storia. E le canzoni che non c’entravano praticamente nulla con la scena alla quale venivano associate.
Mi è capitato poche volte di criticare mentalmente ogni minuto del film che stavo guardando e questa è una di quelle poche volte.
Il vero dramma, però, è che io sono sempre stata una di quelle a favore della trilogia. Ho letto tutt’e e tre i libri all’epoca in cui uscirono e ho apprezzato il fatto che fosse stata una donna a cimentarsi con questo genere, correndo il rischio di essere criticata da tutti quei benpensanti bigotti che nel mondo certamente non mancano.
Ad oggi invece c’è da ammirare il coraggio del regista che c’ha messo il nome nel creare un film che veramente non sta in piedi. Personalmente, le uniche scene che ho veramente apprezzato sono state quelle dove Jamie Dornan (alias Christian Grey) si allena nella sua palestra privata del suo enorme attico, dando sfoggio di bicipiti, tricipiti, dorsali e quant’altro.
Eppure 50 sfumature di nero è risultato primo al boxoffice italiano del weekend, con 6.420.000 euro di incassi in soli quattro giorni. Inoltre, recenti statistiche hanno constatato che dall’uscita del primo film della saga l’acquisto di giochi erotici è incrementato del 40% in America. In Italia, inoltre, è stato registrato come molte più donne, dopo l’uscita del primo film, hanno deciso di cimentarsi con le nuove pratiche Bdsm. In pratica, il breve documentario sul film che ho visto ieri sera tornata a casa dal cinema sosteneva che questa saga, fino ad ora, è stata in grado di influenzare i gusti sessuali del pubblico come il cinema non aveva più saputo fare da molto tempo. Ma se preferiamo attenerci a dati reali e pratici, la sala gremita di persone al cinema ieri sera è già una dimostrazione dell’enorme curiosità che questo film ha attirato su di sé. Il fatto che questa curiosità sia poi prettamente femminile la dice lunga ma non stupisce più di tanto. Un po’ perché il protagonista del film è un gran bel vedere (il che non guasta mai) e un po’ perché, forse, ognuna di noi avrebbe bisogno (ogni tanto) di un Christian Grey nella propria vita.
E non mi riferisco tanto ai “24 mila dollari che sono capace di guadagnare ogni 15 minuti” o alle numerose proprietà/barche/grattaceli/case al mare sparse in America, Europa o Marte. Anche se tutto questo non sarebbe di certo un male.
Piuttosto parlo dell’intraprendenza. Dell’inseguire una donna che si vuole fino a quando non si riesce a conquistarla: del corteggiamento che prevede uscite, interesse, voglia di sorprendere sotto e fuori dalle lenzuola. E possiamo anche inserire la frase “Sei mia” nella top five delle più romantiche frasi da dire ad una donna, proprio perché dirla ogni tanto non guasterebbe.
E ora veniamo al punto saliente del film: il sesso. Adesso, sicuramente possiamo star qui e fare le finte puritane per il resto dei nostri giorni. Lo possiamo anche fare. Ma io credo che al mondo ci siano due tipi di donne: quelle che vorrebbero un uomo simil Christian Grey e quelle che mentono.
E non parlo di catene, frustini e tutte queste cose qui. Nel privato ognuno ha i suoi gusti e non spetta né a me né a voi giudicarli. Parlo piuttosto di un tipo d’uomo intraprendente che preferisce sorprenderti (ogni tanto) con qualcosa di nuovo piuttosto che affrontare la sessualità a mo’ di: “In che posizione vuoi che lo facciamo oggi?“, manco stesse ordinando al cameriere il suo piatto preferito dal menù.
Ma, a sentire le numerose lamentele femminili che corrono, forse quest’ultimo tipo d’uomo non è poi così raro da trovare oggi. E il fatto che molte donne siano interessate ad andare a vedere film di questo tipo ne è solo una conseguenza: se molte di noi vivessimo situazioni simili a casa nostra, non avremmo certo bisogno di affollare un cinema in un noioso lunedì sera. Ce ne staremmo semplicemente a casa a farle, ripeterle e poi farle ancora. E con “queste situazioni” parlo di appuntamenti, sesso, rapporti sentimentali e uomini degni di essere chiamati in questo modo. Qui non si sta certo chiedendo di avere il miliardario con l’elicottero, ma almeno uno che rispetti l’antica tradizione del maschio e abbia voglia di starti un pochino dietro, questo sì. Non si chiede certo che nella sua piccola abitazione tenga una stanza con fruste e catene, ma che sia un pochino più intraprendente questo sì.
In poche parole, si chiede solo che l’uomo faccia quello che ha sempre fatto nei secoli dei secoli: conquistare l’attenzione di una donna e saperla mantenere. Concetti che oggi forse sono un pochino passati di moda, da quando l’uomo ha preferito cose meno impegnative, come: ceretta, serate al bar con gli amici e videogiochi.
L’impressione che io ho maturato da questa esperienza è che la saga di 50 sfumature attrae e continua ad incuriosire un numeroso pubblico femminile da quando il maschio moderno ha deciso di sostituire le pinze per capezzoli con le pinze per le sopracciglia.
Questo è il mio pensiero. A voi i commenti.

Photo Credit: http://www.charismanews.com

Martina Vaggi