Crescita personale

Lascia la persona che eri per diventare quella che sei

Arriva un momento in cui ti devi perdonare.
Devi perdonarti per aver pensato che la vita che hai sempre condotto ti sarebbe bastata.
Che ti sarebbe bastato il lavoro che facevi per sopravvivere. Che saresti sempre vissuta nello stesso luogo senza mai osare andartene.

Ti devi perdonare per aver pensato che non avresti mai voluto sposarti o fare figli, solo perché pensavi che questo modo di parlare ti rendesse veramente libera e indipendente.
Arriva un momento in cui vuoi di più. Vuoi cambiare lavoro, vuoi cambiare città: vuoi passare il resto della vita con il tuo compagno, giurandolo a voce alta, magari.
Arriva un momento, quel momento in cui vuoi osare di più.
Vuoi provarci. Vuoi buttarti.
E, in quel momento, può succedere che tu voglia tutto ciò che pensavi di non volere.
Così inizi a ragionare in maniera diversa.
E, a quel punto, ti rendi conto di non aver mai ragionato in maniera così lucida in vita tua.

Ti rendi conto di aver indossato una maschera per tutta la tua vita. Di averlo fatto perché avevi paura. Hai sempre avuto paura del giudizio degli altri, delle loro critiche, della cattiveria di cui è pieno il mondo.
Solo che questa volta è diverso: ora hai gli occhi aperti e guardi il mondo come se lo vedessi per la prima volta. Guardi le persone e capisci che c’è del buono in ognuno. E non c’è sempre quel bisogno costante di difendersi.

Ti guardi allo specchio e non ti riconosci.
Ma è una bella sensazione.
Come se gli anni passati sbiadissero dalla tua mente. Come se la persona che eri ti prendesse per mano per accompagnarti in quell’enorme prato verde.
Non avere paura” ti dice.
Sei tu. E sei a casa“.

Martina Vaggi

Photo credit: Pixabay

Crescita personale

Perdona chi sei stato per poter diventare chi vuoi essere

Arriva un momento in cui devi imparare a perdonare te stessa.
Perdona chi sei stato per aver pensato che la vita che hai sempre condotto ti sarebbe bastata.

Che ti sarebbe bastato il lavoro che facevi per sopravvivere.
Che saresti sempre vissuta nello stesso luogo
senza mai osare andartene.

Ti devi perdonare per aver pensato che non avresti mai voluto sposarti o fare figli, solo perché pensavi che questo modo di parlare ti rendesse veramente libera e indipendente.

perdona chi sei stato

Perdona chi sei stato e chiediti di più

Arriva un momento in cui devi chiederti di più.
Vuoi di più ed è giusto che sia così.

Vuoi cambiare lavoro, vuoi cambiare città: vuoi passare il resto della vita con il tuo compagno, giurandolo a voce alta, magari.
Arriva un momento, quel momento in cui vuoi osare di più.

E vuoi perdonare te stessa per non aver mai avuto quel coraggio.
Quel coraggio di rischiare.
Così vuoi provarci. Vuoi buttarti.

E, in quel momento, può succedere che tu voglia tutto ciò che pensavi di non volere.

perdona chi sei stato

Perdona chi sei stato: dimenticati della persona che credevi di dover essere

A quel punto non sei più tu.
Non sei più quella persona che si diceva tutte quelle bugie.
Non sei più quella persona schiava di pregiudizi che aveva nei confronti di se stessa.

Non sei più la persona che credevi di dover essere.

Stai cambiando. Ti stai evolvendo verso la persona che sarai.
Perché un cambiamento, una volta che si manifesta, è già avvenuto dentro di noi tempo addietro.

Devi imparare a perdonare te stessa per fare in modo che ciò avvenga.

A quel punto, ti renderai conto di una cosa.

Perdona chi sei stato per diventare chi sei nel momento presente

Ti renderai conto che inizierai a ragionare in maniera diversa.
Ti renderai conto che tutte le critiche che ti avevano rivolto (e ferito) un tempo, ora non ti sfiorano più.
Ora non ti appartengono più.

Perché hai cambiato il tuo modo di vedere le cose, di vedere quelle persone.
Di sentire e percepire le loro parole.

Hai cambiato la tua natura.

“Un serpente cambia la pelle più volte l’anno.
Ci sono persone che passano un’intera vita senza riuscire mai a farlo.”


A quel punto non ragioni più per ostacoli.
Ragioni per opportunità.
Opportunità di essere una persona migliore di quella che sei stata e che non ti andava più di essere.

perdona chi sei stato


Così ti rendi conto di non aver mai ragionato in maniera così lucida in vita tua.

Ti rendi conto di aver indossato una maschera per tutta la tua vita.

Di averlo fatto perché avevi paura.
Hai sempre avuto paura del giudizio degli altri, delle loro critiche, della cattiveria di cui è pieno il mondo.

Solo che questa volta è diverso: ora hai gli occhi aperti e guardi il mondo come se lo vedessi per la prima volta.

Guardi le persone e capisci che c’è del buono in ognuno. E non c’è sempre quel bisogno costante di difendersi.
Da qui nasce l’opportunità.
L’opportunità di vedere la luce anziché il buio.

Perdona chi sei stato con tutti i tuoi sbagli: sei semplicemente un essere umano

Ad un certo punto, nella vita, ti devi perdonare.

Devi perdonarti per aver commesso quello sbaglio.
Per aver preso quella via che non portava da nessuna parte.
Devi perdonarti per essere umana in un mondo che ci vorrebbe tutti di ferro.
Ti devi perdonare.

Così arriva quel giorno e tu ti guardi allo specchio e non ti riconosci.
Ma è una bella sensazione.
Come se gli anni passati sbiadissero dalla tua mente.

perdona chi sei stato

Come se la persona che eri ti prendesse per mano per accompagnarti in quell’enorme prato verde.
Non avere paura” ti dice.
Sei tu. E sei a casa“.

Martina Vaggi

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Photo credit: Pixabay

Pensieri sulla pandemia

1 gennaio 2021: fuori è sempre inverno

Guardo fuori dalla finestra. Il cielo è grigio, la neve scende copiosa. Mi è sempre piaciuto guardarla cadere.
E’ il primo gennaio del 2021. Sono le due di un pomeriggio come un altro e io sto per mettermi a scrivere.

Rivivo per un istante i ricordi di questo anno terribile che ci siamo lasciati alle spalle. Ricordo tutte le cose successe, le rivedo nella mia testa come se fosse un film. Credo che sia successo un po’ a tutti noi, quest’anno.
Abbiamo ricordato l’anno che è stato, tutto ciò che di negativo è successo.
Il 2020 ci ha toccati tutti con mano. E’ entrato nelle nostre vite con prepotenza e con una drammatica forza superiore ci ha travolti.
Forse è qui che qualcuno di noi ha preso consapevolezza, per la prima volta, che tutto ciò che ci succede, talvolta, è mosso da qualcosa di più grande di noi. Che abbiamo il controllo solo fino ad un certo punto, anche se ci ostiniamo ad esercitarlo su ogni cosa che ci circonda.
Che l’unico momento che conta davvero vivere è il nostro presente.

Ogni anno salutiamo l’ultimo giorno che lo accompagna e il primo dell’anno nuovo ma quest’anno è diverso.
La nostra vita non sarà mai più la stessa dopo il 2020.
Credo che per tutti noi sia così.
Forse tutti noi speriamo di dimenticare.
Forse un domani ritroveremo una mascherina stropicciata nella tasca del nostro giubbotto o sepolta nella nostra borsetta. Non ne avremo più bisogno e allora tutto questo potrà essere un ricordo, potrà essere definito “passato.”

Abbiamo aspettato che l’anno finisse per poterlo mandare al diavolo. Lo abbiamo condannato perché questo si fa con i momenti bui, con i periodi negativi, con le persone che ci fanno del male: le si manda a quel paese, senza volerci più avere a che fare.
Anche io vedevo il mondo in questa maniera. Poi, un giorno, la signora T. mi disse: “Non puoi scappare da una situazione negativa sperando di risolvere così il problema. Se te ne vai da un ambiente in cui stai male senza aver imparato i motivi per i quali stai male, un domani finirai di nuovo in una situazione simile e tutto ricomincerà da capo. Per poter dire addio a qualcosa, devi prima aver imparato perché quel qualcosa ha così tanta presa su di te. Solo così, puoi lasciarlo andare.”
Lasciar andare una situazione significa averla compresa, aver imparato a vedere il negativo e il buono.
“Il buono c’è in ogni cosa, se noi lo sappiamo cogliere” mi disse quel giorno, la signora T.

Sono le tre del pomeriggio ora.
Dalla mia scrivania, vedo la neve cadere fuori dalla finestra.
Ognuno di noi spera in cuor suo di dimenticare, ma io non voglio dimenticare.
C’è un mondo esterno che ci insegna che alcune cose non le possiamo cambiare. Non possiamo cambiare quello che è successo l’anno passato. Non possiamo impedire che alcune cose avvengano.
Non possiamo fermare la neve che cade.
Possiamo, però, evitare che dentro di noi geli sempre l’inverno.

Martina Vaggi

Riflessioni

Anno nuovo, vita nuova: con le stesse, grandi, persone di sempre

anno-nuovo

Quest’anno ho deciso di non usare frase fatte per salutare il vecchio anno e accogliere quello nuovo.
Non faccio promesse a me stessa, di quelle che so che non riuscirò a mantenere. E non mi voglio buttare su un lunghissimo articolo sui “nuovi propositi dell’anno nuovo”, perché fare nuovi propositi per me sta diventando un po’ come mettermi un macigno di aspettative e pressioni inutili sulle spalle. E’ un po’ come annunciare al mondo di voler smettere di fumare e poco dopo correre a prendere la sigaretta che avevi nascosto, solo perché hai appena finito di bere il caffè.
Quindi quest’anno saluto il 2016 con un semplice “A mai più rivederci” e per l’anno che viene auguro a me stessa solo una cosa: di darmi una svegliata. Di saper riconoscere le occasioni giuste da quelle sbagliate. Di saper identificare in tempo le persone che mi vogliono danneggiare e di distinguerle nettamente da chi, invece, vuole solo il meglio per me. Chiudere tutte le porte che devono essere chiuse e aprirne una verso il mondo. Spalancare le porte al nuovo anno e non averne paura.
Questo voglio che sia il mio ultimo giorno del 2016: un giorno pieno di auguri, non di propositi. Un giorno costellato da speranze di cambiamento, non di promesse.
E se è vero che nel mio 2016 non ci sono state grandi cose, è anche vero che ci sono state delle grandi persone.
Le persone di sempre, quelle che da sempre sono con me, e anche quelle che si sono aggiunte all’ultimo e hanno saputo dare un pizzico di più a quello che già avevo. Come fossero l’ingrediente segreto da aggiungere ad una ricetta che già conoscevo.
Oggi faccio un augurio alle mie persone, le mie compagne di vita, quelle che ci sono nella buona e nella cattiva sorte, nella gioia e nel dolore, in salute e in malattia.
E auguro a me stessa di aprire la porta verso il mondo e costruirmene uno solo mio: con accanto le persone che già ho.
Onestamente, non so se alla vita potrei chiedere di meglio.

Buon 2017 a tutti!

Martina Vaggi